Vedere il risultato, il primo passo per realizzare un sogno

occhibendatiSe oggi chiedessimo a un vecchio programmatore di disegnarci il processo di messa a punto di un software, di un progetto, ci direbbe: “Ok, quali saranno gli output da ottenere ?”.

In pratica ci chiederebbe di immaginarci, anzi di vedere qual è il risultato finale da ottenere. Attenzione, non “guardare al risultato”, che vorrebbe dire semplicemente prevediamo cosa vogliamo ottenere, ma “vedere il risultato”.

Cioè “vedere” con gli occhi della mente il risultato già ottenuto, il progetto realizzato, funzionante, e di successo.

Cosa spinge una persona, ad esempio, ad aprire un negozio ? La disperazione, l’ineluttabilità della vita, il fato, le circostanze ? Io penso che una persona che decide di intraprendere un’attività prova a rendere concreto un sogno, prova a rendere tangibile ciò che lo non è, prova a rendere reale ciò che può sembrare, razionalmente, un qualcosa di faticoso da raggiungere o, addirittura, quasi impossibile da realizzare.

Se ognuno di noi provasse a mettere in campo progetti partendo dal proprio essere razionale molto probabilmente ci troveremmo di fronte a un mondo arido e privo di innovazione.

L’uomo ha trasformato il mondo perché ha dato corpo ai suoi sogni. Immaginate che i fratelli Wright abbiano pensato in modo razionale al progetto di concedere all’uomo il privilegio di volare ?

Avrebbero pensato che forse volare sarebbe stato pericoloso, avrebbero pensato che se l’uomo è nato senza ali non sarebbe mai stato in grado di volare, avrebbero pensato che nessun oggetto sarebbe riuscito a sfidare la forza di gravità librandosi in volo sia pure sospinto da un motoreAvrebbero ceduto alla razionalità e quindi alla paura, alla tentazione forte di non lasciare il sicuro per l’insicuro.

Però loro, ancor prima di affrontare razionalmente gli aspetti tecnici del futuro velivolo hanno visto quel velivolo volare, vi sono saliti sopra, hanno volato e hanno visto i prati, gli alberi, le case diventare sempre più piccole… Quel volo loro lo hanno fatto, lo hanno vissuto prima ancora di cominciare a progettare e a costruire il primo aereo della storia in grado di staccarsi dal terreno.

Hanno immaginato il risultato, hanno immaginato il loro successo, l’output appunto ancor prima di aver iniziato a mettervi mano. Loro non avevano immaginato l’aereo, avevano immaginato di volare.

Dall’output, da quel sogno, si deve costruire, in una sorta di processo all’inverso, in una sorta di operazione di reverse engineering il nostro progetto concreto. E’ il vedere il nostro sogno realizzato che ci deve condurre alla costruzione dei percorsi e dei processi di realizzazione concreta di un progetto, non il contrario. Altrimenti la razionalità ci farebbe vivere il tutto come un costo, un peso, un ostacolo insormontabile e non come un investimento, un’avventura entusiasmante, una sfida da vincere.

Proviamo ad approfondire ?… Scrivimi !

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