Webstrategy: Sul web con un Ecosistema, un possibile caso

ecosistemaweb“Non è importante sapere dal cliente o chiedere al cliente come vuole affrontare la nuova avventura sulla rete o utilizzando i nuovi media, ma è importantissimo sapere dove il cliente vuole arrivare. In pratica quali sono i suoi obiettivi, quali sono le strategie aziendali per raggiungerli, che cosa l’azienda al suo interno e sul mercato  (quali strategie commerciali e organizzative) sta per mettere in campo per poter raggiungere tali obiettivi”.

Riprendo questo concetto espresso qualche post fa per scongiurare un errore di fondo che spesso facciamo quando vogliamo progettare una presenza su web di un’azienda e cioè quello di sederci a parlare di come dovrà essere il sito internet.

E’ come se, data la necessità di una cura, ci soffermassimo a discutere se è meglio prendere l’aspirina prima o dopo i pasti.

Partiamo dal cosa vogliamo fare e supponiamo che l’azienda che abbiamo di fronte voglia far emergere la propria capacità di seguire il cliente, di affiancarsi ad esso e di essere pronta ad aiutarlo nel cambiamento.

E’ chiaro che in un caso come questo l’azienda in questione “vende” sé stessa attraverso due concetti particolari: la propria filosofia aziendale che le consente di essere “diversa” dalle altre e le persone, coloro i quali, cioè, saranno in grado di affiancare il cliente e aiutarlo a puntare nella direzione che desidera e ad ottenere il cambiamento.

Diciamo che certamente il sito internet sarà il luogo dove i possibili interlocutori dell’azienda arrivano e “notano”, sentono a pelle la diversità, l’originalità e l’efficacia di ciò che gli si va a proporre. Notano la differenza, la respirano.

Il sito internet di quest’azienda quindi non sarà una vetrina di prodotti o un’elencazione di servizi, ma un luogo dove rimanere stupiti, dove scoprire punti di vista fino ad ora inesplorati e dove, si capisce con forza che quell’azienda “ha a cuore” i propri clienti. Dove viene fuori non tanto l’enunciazione del “chi siamo”, quanto la domanda “chi siete”, ci “piace” conoscervi per occuparci di voi.

Ma il sito internet dell’azienda non potrà essere isolato, dovrà essere “accompagnato” da un blog aziendale dove raccontare storie, dalle storie delle persone che “abitano” l’azienda e magari dai blog di queste persone con i riferimenti all’attività sui social network e il collegamento a quanto avviene nella loro rete sociale e in quella dell’azienda.

L’azienda avrà i suoi spazi di dibattito e relazione, su Facebook, su Twitter, su Linkedin, su Youtube, su Pinterest e i suoi spazi di condivisione della conoscenza su Slideshare.

Un ecosistema abitato, quindi, dove è bello vivere l’esperienza di esserci. Un’ azienda che promette il cambiamento non può che dimostrare il suo. 

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