Comunicazione e marketing, Social Networking, Web 2.0

L’EMPATIA 2.0 E LA CONOSCENZA ALLA BASE DELLA COMUNICAZIONE DI OGGI

Riflettendo da un po’ di tempo su strumenti e strategie che portino l’azienda del terzo millennio ad utilizzare la rete, ad utilizzare il web 2.0 e i social network non posso dire di aver trovato strumenti totalmente esaustivi e completi allo scopo.

Ho detto che, per avere valore, un’attività aziendale sul web deve avere ben precisi gli obiettivi e i risultati da raggiungere. Solo in questo modo sarà possibile stabilire una strategia e una pianificazione operativa degna di questo nome. Solo così si sarà in grado di trovare gli strumenti utili allo scopo.

Come prima cosa si deve ribadire il concetto che le relazioni e le conversazioni che avvengono sulla rete devono divenire patrimonio aziendale, cioè l’azienda deve essere in grado di farne tesoro (conservarle) e se possibile di “utilizzarle” per gli “scopi aziendali”.

C’è bisogno quindi di conoscere a fondo la propria azienda, le persone che vi lavorano e le attitudini che ciascuno ha. Solo così si sarà in grado di intessere relazioni “vere” e non falsate dal tecnicismo o dall’impaccio di un qualcosa di costruito.

C’è bisogno di un’empatia 2.0 che non deve lasciarsi inquinare dal pensiero primario del business e della vendita ad ogni costo, ma che deve costruire le stesse cose con il piacere del dialogo.

Gli strumenti poi, sia le piattaforme social che gli strumenti che consentono pianificazione e analisi delle relazioni, devono essere scelti e soprattutto conosciuti in tutte le potenzialità.

Non è una cosa semplice e, ad oggi, riesce ancora a pochi. Un po’ perché si pensa che si debba delegare in toto all’esterno dell’azienda l’attività on line, come se fosse la manutenzione della caldaia dei termosifoni, un po’ perché molto spesso non vi è un legame tra l’attività on line e l’attività on site dell’azienda.

A maggior ragione oggi, con l’avvento del mobile e della georeferenziazione, non è possibile pensare che il web “sia un altro mondo” senza alcun legame con il “mondo reale”.

Oggi la porta tra il virtuale e il reale è rimasta terribilmente aperta, bisogna stare attenti a non prendersi un raffreddore.