UX-userexperience

La User Experience, alcuni fattori che la caratterizzano

La User Experience (UX) è un aspetto fondamentale di cui tener conto per il successo o il fallimento di un prodotto sul mercato.
Ma cos’è la User Experience? Troppo spesso si è confusa la UX con l’usabilità del sito o, più in generale di un prodotto, pensando che basti che esso sia facile da usare per rendere positiva l’esperienza del suo utilizzatore. In effetti all’inizio è stato così, cioè si legava la UX alla usabilità.

Per mettere prodotti di successo sul mercato però non basta l’usabilità, bisogna tenere conto di altri aspetti altrettanto importanti.

Sono 7 fattori indicati in un interessante articolo di Nick Kellingley (qui liberamente tradotto) su Integration Design Foundation (https://www.interaction-design.org/literature/article/the-7-factors-that-influence-user-experience) che descrivono l’esperienza degli utenti:

Per ottenere una User Experience positiva bisogna che il prodotto, il servizio, il sito sia:

Utile
Usabile
Trovabile
Credibile
Desiderabile
Accessibile
Produttore di Valore

Proviamo a fare un focus su ciascun aspetto

Utile

Se un prodotto non è utile a qualcuno perché si dovrebbe mettere sul mercato?
Se non ha scopo, se non serve a nulla è molto probabile che non sia in grado di competere con altri prodotti utili. E’ chiaro che per utilità ci si riferisce a quella che vi trova l’utente non quella da noi immaginata. L’utilità è soggettiva e non oggettiva. Anche un prodotto divertente o bello può essere utile.

Anche un gioco, un passatempo possono essere considerati utili anche se non consentono a un utente di raggiungere obiettivi, magari significativi per altri.
Usabile

L’usabilità si occupa di consentire agli utenti di raggiungere con efficacia e in modo efficiente il loro obiettivo finale grazie all’utilizzo di un prodotto. Ad esempio se un video gioco prevede 3 opzioni di controllo contemporanee è improbabile che sia usabile per chi, per il momento almeno, ha solo 2 mani. Continua a leggere

wp-plugin-post-expirator

Come faccio a far scadere un post in WordPress ?

Realizzato un sito internet con WordPress, ci può capitare di avere l’esigenza di dover far scadere dei post, oppure, a una determinata data, di spostarli in una determinata categoria.

Di suo, WordPress, non ha una funzione che ci aiuti in questo senso, ma esiste un Plugin veramente interessante che si chiama “Post Expirator”

Con “Post Expirator” l’utente può impostare la data di scadenza del suo post o della sua pagina decidendo dipostexpirator_screenshot-1 cancellare il post, di rimetterlo in bozza, di spostarlo in un’altra categoria, ad esempio archivio.

La data di scadenza decisa può essere visualizzata all’interno del post utilizzando, per ottenere questa informazione in chiaro, il tag [postexpirator].

All’interno del backoffice nella fase di inserimento del post o della pagina avremo, nella colonna destra del CMS (content management system) ci sarà il box dedicato alla gestione della data di “scadenza del Post” non configurandola il post o la pagina resteranno on line sempre e in quella forma come accade normalmente con WordPress. Continua a leggere

facebook safety check

I Social Network nelle emergenze, “Facebook Safety Check”

Non mi era mai capitato, per fortuna, di utilizzarlo e quindi mi era quasi passato sempre inosservato il servizio di Facebook denominato “Safety Check”. Cos’è: detto in poche parole è lo strumento che il famoso social network mette a disposizione per verificare se amici e parenti stanno bene, se in una zona di crisi, o di attentati, o altro come successo purtroppo oggi, oppure per rassicurare gli altri nello stare bene.

Come me ne sono accorto ? Semplice, due miei amici in queste ore sono a Bruxelles ciascuno per conto suo e, verificando FB che sono miei contatti, mi ha segnalato che sia l’uno che l’altra stanno bene.

Un servizio semplicissimo perché consente di segnalare le proprie condizioni, e perché consente, senza tentativi estenuanti di cercare di telefonare, di farlo simultaneamente ai propri contatti.

Non appena saputo degli attentati, oggi, Facebook ha attivato il Safety Check e ha consentito a tutti gli utenti presenti nella Capitale belga che ne avessero la necessità e la possibilità di segnalare le proprie condizioni. Fatto ciò i contatti ricevono comunicazione non appena accedono alla loro bacheca. Ecco il link utile a conoscere le info dei propri contatti oppure utili a segnalare le proprie condizioni.

Qui possiamo dire con certezza di avere a che fare con un caso di studio perfetto per parlare dell’utilizzo dei Social Network nelle emergenze.

dal Passato al Futuro

C’è ancora chi pensa che è una questione di comunicazione

Mi capita spesso di chiacchierare con imprenditori che pensano che, delegando la comunicazione dell’azienda a una terza parte si sono liberati di questo onere.

C’è poi chi pensa che la comunicazione sia una branca dell’azienda completamente a sè stante e che quindi una volta organizzata sarà lei a operare in autonomia.

Possiamo dire che la comunicazione dell’azienda è un output rispetto all’attività aziendale ?

Possiamo dire che senza gli input fatti di: strategia, visione, organizzazione, coinvolgimento, rete di relazioni fuori e dentro l’azienda la comunicazione del terzo millennio non ha ragione di esistere ?

Direi di si. Possiamo avere dei bravissimi esperti in comunicazione, ma se non forniamo loro “benzina” e “linfa vitale” essi potranno anche partire con entusiasmo, ma prima o poi si fermeranno perché avvertiranno una forte dicotomia tra ciò che pubblicano e condividono e ciò che l’azienda realmente fa.

L’Azienda di contro si renderà conto che pur avendo investito in uomini e/o mezzi non avrà ottenuto risultati apprezzabili e dirà che quelli della comunicazione non ottengono risultati.

Ecco, è il caso di ripensarsi. Oggi la comunicazione è complessa. Non è un fatto di sola creatività, ovviamente sempre importantissima, anzi è fondamentale, ma è un dato di fatto che senza un pieno coinvolgimento dell’impresa nel comunicare essa sarà asfittica perché perderà presto di propulsione.

Se fino a ieri la comunicazione raccontava l’azienda, oggi la comunicazione è l’azienda, con la sua mission, i suoi valori, le sue “persone”, i suoi clienti, i suoi partner, i casi di successo. L’azienda si racconta, ma soprattutto l’azienda è raccontata da chi la vive e da chi ha avuto o ha a che fare con essa… Continua a leggere

Smart City, Marketing Territoriale, Fare Impresa, quel web 2.0 che può fare la differenza

destinoSi fa molto parlare di Smart Cities e della loro evoluzione, di implementazioni tecnologiche come la fibra ottica, di capacità di coinvolgere i cittadini attraverso i vari canali che oggi la tecnologia ci mette a disposizione.

E’, allo stesso tempo, importante che gli enti territoriali e gli enti che hanno come mission la promozione dei territori si attrezzino per un marketing territoriale sempre più avanzato e sempre più in grado di sfruttare le potenzialità del web e del mobile per rendere sempre più conosciuti e appetibili i propri territori.

E come possono fare i territori a favorire la sempre maggiore richiesta di sostegno e aiuto anche informativo, logistico e consulenziale a chi vuole far nascere una startup? Ecco che il tutto si salda in una solida promozione e in un solido sostegno al “Fare Impresa”.

In tutto ciò, il web, più largamente inteso come ecosistema di comunicazione e informazione e come arcipelago di device che ci tengono sempre connessi, può essere utile a rendere la smart city sempre più smart, il marketing territoriale sempre più efficace e il fare impresa sempre più facile evitando errori?

Diciamo di “si”, proveremo a comprendere meglio il ruolo del web “partecipato” e tutti i temi correlati in questo apposito workshop a SMAU Napoli. Arena Smart Communities – giorno 11 dicembre ore 15 – Mostra d’Oltremare. Continua a leggere

Il 23 a SMAU Milano: Il web, uno strumento per fare business, tra strategie, strumenti, organizzazione aziendale

scacchidivetroIl web, non è una “presenza”, “segnaposto” aziendale, ma uno strumento per fare business.

Per poter essere efficaci su web non parleremo più solo di sito, portale, ma di ecosistema web. Cioè un insieme di strumenti usati in modo strategico (portale aziendale, social network, blog, ecc.) con obiettivi chiari di business e con una pianificazione dei contenuti e delle attività di engagement e “vendita” definite nei particolari.

Per il futuro e il presente, non solo gli strumenti devono essere in grado di supportare l’attività aziendale on line nel suo svolgersi, ma anche, l’azienda deve fare una scelta di campo sul come organizzarsi e su come “vivere” questa sua esperienza.

Non si mette on line una “soluzione” sul web, si mette in campo l’azienda, com’è o come vuole essere rispetto a questo nuovo mercato, con la sua filosofia, con le sue persone, con i suoi valori. Non una soluzione quindi, ma “l’essenza” stessa dell’azienda, con il suo metodo di lavoro, con la sua attenzione ai clienti.

Non una Soluzione, un Metodo; Non una Soluzione, uno Stile; Non una Soluzione, una Squadra; Non una Soluzione, una Rotta.

Proveremo ad approcciare il “come si parte”, quali le informazioni che devono essere in nostro possesso, quali le strategie da mettere in campo.

Ne parleremo insieme a chi vorrà a SMAU Milano il prossimo 23 ottobre alle ore 10 in Arena Expo 2015 – Pad.1 – Per chi vuole registrarsi al wokshop, è possibile cliccare qui, vi aspetto !

Ma la parola “successo” è ancora la più adatta ?

Al mondo non siamo soli

Mi ci ero (sono) abituato anche io e, ad ogni piè sospinto, ad ogni presentazione di una possibile consulenza, ad ogni preventivo, ad ogni relazione inserivo (e forse inserisco ancora) la parola “successo”.

Parola bella, fa molto americano, fa subito immaginare un’impresa, un professionista che raggiunge il tetto del mondo nel suo ramo e nel suo territorio e ottiene ottimi risultati.

E allora tutti noi a convincere i nostri clienti che senza di noi sarà difficile raggiungere il “successo”, senza di noi non è possibile “vincere” la partita.

Allora mi chiedo e vi chiedo: “Ma se tutti raggiungono il successo, chi emergerà ?”

Mi suona un po’ come il tutti colpevoli nessun colpevole. Tutti raggiungono il successo, quindi nessun successo è raggiunto.

Siamo certi che sia questa la sfida ?

Certo vendere tanto è un successo ovviamente. Ma un’azienda, un imprenditore deve pensare solo a sè stesso (al proprio successo) o deve essere attento alla soddisfazione (all’ascolto) del proprio cliente e quindi di conseguenza poi alla propria soddisfazione che non è e non può essere solo economica, ma anche professionale.

Sono bravo non perché sto sul podio, ma perché aiuto i miei clienti a partecipare, magari a non arrivare ultimi, ma a partecipare ad avere la soddisfazione di arrivare al traguardo e non di “arrivare” sempre e comunque primo.

La balla della “crescita” perpetua e della vittoria a tutti i costi ci ha fatto perdere di vista il fatto che si possa vivere bene, agiatamente, senza per questo essere a tutti i costi “un vincente”.

Attenzione non sto dicendo né di accontentarsi, né di volare basso, sto dicendo che, forse i nostri linguaggi fatti troppo da squilli di tromba e rullo dei tamburi, da saluti alla bandiera ecc. ecc. sono scene più da film che da realtà. Continua a leggere